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Museo Amarcord a Chatillon

Museo Di Storia a Châtillon (Valle d'Aosta) in via Hugonin 6. Per info o visite anche oltre i giorni di apertura: 339.7691045
Apertura alle ore 16:00
Immagine intestazione per il sito

Aggiornamenti


Testimonianze

un anno fa
Un bellissimo tuffo nel passato. Memorie e ricordi che riaffiorano. Un museo interattivo dove sperimentare direttamente, in vivo, ciò che abbiamo vissuto nel secolo scorso. Gianni lo ha creato con amore e passione, che trasmette a coloro che lo visitano. È storia, un pezzo di storia che appartiene a molti di noi, con tutti i cambiamenti che il progresso ha portato, buoni o meno che siano. Grazie Gianni per questo splendido dono. Aurora
- Aurora S
un anno fa
Nel museo è possibile ammirare moltissimi oggetti che era cosa normale trovare nelle case, nei locali o nei luoghi pubblici. Si passa il tempo nel suo interno ad ammirare quanto esposto e poi ricordare le proprie esperienze con quanto si può vedere. Un luogo di passato, ma di scoperta. Gianni da collezionista, amante e restauratore propone sempre nuovi oggetti del nostro passato, è sempre lieto di riceverne.
- Stefano P
un anno fa
Un'esperienza emozionante rivivere un tempo passato che ahimè mi appartiene ma che stimola anche ricordi molto piacevoli. Amo incoraggiare persone come Gianni a collezionare queste macchine perché la bellezza della tecnologia di quegli anni, esente da qualsiasi tipo di software, deve essere tramandata per comprendere che qualsiasi semplice operazione, realizzata con meccanismi decisamente complicati, era frutto della inesauribile genialità dei costruttori dell'epoca. Grazie Gianni!
- Alberto P

Museo Amarcord

Amarcord, espressione dialettale romagnola «a m’arcord» ossia «mi ricordo», è il nome del Museo di Châtillon dove il tempo si è fermato agli anni Cinquanta. Il luogo affascina ed emoziona i cinquantenni che rivivono la loro gioventù e incuriosisce le nuove generazioni. Il visitatore viene accolto da una musica dell’epoca, accompagnata da un caratteristico fruscio trasmesso dalla puntina su un disco in vinile che un jukebox  americano sta facendo girare. Subito dopo appare lui Giovanni (Gianni) Stelitano, agente della Polizia municipale del paese ora in pensione, diventato collezionista e cicerone nel suo museo. «Ho iniziato a collezionare per caso da bambino – dice Stelitano -. Appassionato di musica, all’età di dieci anni, abbonandomi alla rivista Giovani, che conservo tuttora rilegata, mi fu regalata una chitarra classica». All’epoca non era un problema se a lavorare era un minorenne. «Dodicenne – continua Stelitano -, nei mesi estivi, durante le vacanze scolastiche, lavoravo in una pizzeria di Saint-Vincent come lavapiatti e tra un piatto e un boccale per la birra che lavavo, canticchiavo le canzoni dei miei idoli di musica leggera in classifica nelle hit parade, seguendo i ritmi che uscivano da un registratore Geloso 256 del 1959, allora una vera chicca che una cameriera teneva sempre in funzione. Sono riuscito ad acquistarlo, ma con tanti sacrifici». Oggi il museo accoglie oltre 200 pezzi, ognuno collegato a un ricordo o a una storia. «Da allora ho continuato, acquistando, ma soprattutto barattando e recuperando oggetti che le persone volevano buttare; dal piccolo al grande elettrodomestico, dalle radio, ai giradischi e televisori a valvole». Nel percorso appare un Commodor 64 (il papà dei personal computer), alcuni flipper, delle slot machine parlanti originali americane, alcuni documentari in videocassette VHS dell’Istituto Luce, le “reclame” dei Caroselli messe in onda prima di andare a dormire, i giocattoli, le raccolte di fotografie raffiguranti scorci del paese; panorami che oggi non corrispondono più alla realtà. Appesa a una parete del muro spicca una bicicletta con i cerchioni in legno e ben allineate varie motociclette, lambrette, vespe. All’ingresso troneggia la sua autovettura preferita, la Fiat 500 R, Abarth, da lui restaurata e verniciata di colore rosso Ferrari. «La 500 non la venderò mai – dice – perché mi ricorda la mia gioventù, i viaggi, anche in Sicilia, e il momento dell’acquisto nel 1971, al prezzo di 710 mila Lire, pagate a rate. Ora, ogni tanto, le faccio fare un giro partecipando a raduni di auto d’epoca». Anche il gioco del calcio è da sempre una sua passione. «Nel 1966 ho iniziato a giocare a calcio nella squadra del Châtillon, come ala sinistra. Nonostante la mia esile corporatura ero soprannominato il “rapinatore delle aree”, perché riuscivo a fare dei goal che nessuno riusciva a parare». L’unica amarezza è da attribuirsi al mancato riconoscimento del valore del museo. «Le promesse sono state tante – conclude Stelitano – ma in realtà le mie richieste di uno spazio espositivo comunale in centro paese o di una vetrina, motivate dal fatto che l’attuale spazio è decentrato, non sono state soddisfatte, né il museo è inserito nei percorsi turistici. Ritengo che potrebbe essere un valore aggiunto sia per il paese sia per la Regione. Lo dimostra il fatto che durante l’ultimo ritiro della Juventus il museo è stato pubblicizzato e nei pomeriggi di apertura ha accolto oltre 500 visitatori». Il museo Amarcord, sito in località Chameran in via Hugonin 6, è aperto venerdì e sabato pomeriggio dalle 16 alle 18. Per eventuali visite guidate fuori orario telefonare al 339.7691045.

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Indirizzo

Indicazioni stradali
Via Hugonin, 6
11024 Châtillon AO
Italia

Orari di apertura

lun:Chiuso
mar:Chiuso
mer:Chiuso
gio:Chiuso
ven:16:00–18:00
sab:16:00–18:00
dom:Chiuso
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